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NO ALL’INSEDIAMENTO DELL’AZIENDA ISRAELIANA AGREXCO A SETE (SUD DELLA FRANCIA) !
In piena guerra contro la popolazione di Gaza nel gennaio scorso, il presidente della regione Languedoc-Roussillon (ndr. Francia del Sud), prendendo l’impegno a nome del consiglio regionale, annunciava per rinforzare le promesse di posti di lavoro e di sovvenzioni regionali l’insediamento nel porto di Sète dell’azienda israeliana AGREXCO. Includendo questa operazione nel piano di investimenti di 200M d’euro su 10 anni, ha promesso – sullo sfondo delle prossime elezioni regionali - la creazione di 200 posti di lavoro e 500 000 tonnellate di traffico supplementare. Anche se l’operazione mediatica è certa, resta comunque il fatto che l’operatore portuale italiano GF Group ha vinto la gara d’appalto per lo sfruttamento di un terminal fruttifero e di un terminal per i containers per « Port Sud de France » (nuovo nome secondo Frêche -ndr. presidente della regione Languedoc-Roussillon- del porto di Sète) e che AGREXCO ha vinto la gara di appalto per l’esportazione di frutta e verdura e ha firmato una convenzione con la Regione. Se aggiungiamo i diversi spostamenti in Francia –largamente mediatizzati - dei responsabili di questi due gruppi e quelli del presidente della Regione in Israele, tutto indica che il processo è ormai avviato e che una « politica dello struzzo » avrebbe pesanti conseguenze.
LA POLITICA DEI DIRITTI DELL’UOMO DELLO STATO D’ISRAELE CONDANNATA DAL PARLAMENTO EUROPEO
Nel 2002, il parlamento europeo si è espresso in favore della sospensione degli « accordi di associazione » con Israele a causa del mancato rispetto da parte di Israele dei diritti dell’Uomo (in Palestina ma anche in Israele nei confronti degli arabi israeliani). Il 4 dicembre 2008, sottolineando così il persistere del problema, la maggior parte dei deputati da noi eletti allo stesso parlamento europeo hanno votato contro « l’inasprimento degli accordi di sospensione » con Israele.
LA POLITICA COLONIALISTA DELLO STATO DI ISRAELE CONDANNATA DALLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
Nel luglio 2004 il Tribunale Internazionale dell’Aia (CIJ) condannava la costruzione del MURO in territorio palestinese e domandava la sua demolizione. Nel dicembre 2008, il presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU, Miguel d’Escoto Brockmann domandava all’ONU di utilizzare il termine di apartheid per definire la politica dello stato d’Israele e lanciava un appello a sostegno della campagna non violenta di boicottaggio, di disinvestimenti e sanzioni di Israele.
GAZA : LA POLITICA CRIMINALE D’ISRAELE CONDANNATA DALLA POPOLAZIONE MONDIALE
1315 morti, 433 bambini, 6000 feriti in 22 giorni tra cui una forte maggioranza composta da civili e la distruzione di abitazioni e infrastrutture sanitarie, di insegnamento ecc. Milioni di persone hanno manifestato per denunciare i crimini di guerra commessi dall’esercito israeliano. Richard Falk, rapporteur dell’ONU sui diritti dell’Uomo nei territori occupati dal 1967 ha dichiarato al termine della guerra che à causa delle armi utilizzate e degli attacchi contro i civili : « L’approccio militare che aveva per obiettivo di «punire» Gaza era intrinsecamente criminale ; esso violava le leggi della guerra e si è concluso con crimini contro l’umanità ».
AGREXCO STRUMENTO DIRETTO DELLA COLONIZZAZIONE AGRICOLA
In nome del rispetto dei diritti umani, della morale e della giustizia e delle decisioni delle istanze internazionali, le ragioni di cui sopra sarebbero largamente sufficienti per rifiutare l’insediamento di una azienda israeliana di qualsiasi settore a Sète o altrove, poiché tutte le aziende israeliane, traggono direttamente o indirettamente vantaggio da una colonizzazione condannata da decenni dagli organismi internazionali ! Ma la scelta di AGREXCO (frutta, verdura e fiori) è paradossale perché quest’azienda è lo strumento N°1 della colonizzazione nell’agricoltura. Innanzitutto perché l’azienda è direttamente legata al ministero dell’agricoltura israeliano che la controlla per il 50% e di cui essa applica la politica, ma anche perché il 70% delle sue esportazioni provengono dalle colonie (fatto ammesso nel 2006 dal direttore di Agrexco in occasione di un processo in Gran Bretagna). Nella fattispecie dalle colonie della valle del Giordano dove 7000 coloni si sono impossessati del 95% delle terre e controllano il 98% dell’acqua ! Riducendo alla miseria o all’esilio gli agricoltori palestinesi delle zone dove imperversa questa azienda.
LA SCELTA DI AGREXCO E’ CONTRARIA ALL’ETICA E AI VALORI DEI DIRITTI UMANI
Negli anni 70, in piena apartheid sudafricana, – in nome della sola creazione di posti di lavoro – avremmo accettato l’insediamento dell’azienda « Outspan » per farne la porta d’ingresso europea delle arance « Outspan », simbolo di un’apartheid boicottata dal mondo intero? E’ in questi termini che bisogna ragionare ! E’ la ragione per la quale rispondiamo a « l’Appello BDS » lanciato da 171 organizzazioni palestinesi nel luglio 2005 e rifiutiamo questo insediamento. Eppure e poiché la questione del lavoro è al centro delle nostre preoccupazioni, il nostro interesse per i posti di lavoro nel porto e le attività del porto ci portano anche a preoccuparci dei posti di lavoro nell’agricoltura. Quali conseguenze avrebbero sull’economia agricola della regione le massicce importazioni di frutta e verdura ampiamente finanziate in Israele? E di conseguenza in quali rischi di penuria alimentare e di distruzione di una sapienza agricola incorriamo? Col pretesto di creare dei posti di lavoro di personale precario sul porto, parteciperemo forse alla liquidazione di concreti posti di lavoro nel settore agricolo? Peggio ancora, tutto ciò verrebbe fatto col denaro pubblico ? E’ inaccettabile e noi lo rifiutiamo.
E poiché il presidente della Regione ha annunciato un piano d’investimento di 200 milioni di euro su 10 anni, non c’é alcun dubbio che sia possibile mettere in atto progetti alternativi, che creino realmente posti di lavoro per il porto di Sète, in sinergia con un altro tipo di sviluppo regionale, sia sul piano agricolo che in termini d’infrastrutture e che siano conformi all’etica e ai valori dei diritti umani.
NO ALL’INSEDIAMENTO DELL’AZIENDA ISRAELIANA AGREXCO A SETE (SUD DELLA FRANCIA)!
NON UN EURO DI DENARO PUBBLICO CONTRO IL POPOLO PALESTINESE !
SI ALLA CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO RISPETTANDO I DIRITTI DEI PALESTINESI E PROTEGGENDO GLI AGRICOLTORI DELLA LINGUADOCA
Noi chiamiamo tutte le organizzazioni, i partiti, i sindacati e le associazioni a unirsi a questa coalizione « Per dei posti di lavoro conformi all’etica e con l’agricoltura regionale, contro l’insediamento d’AGREXCO a Sète ». Segnalatevi presso i firmatari che trasmetteranno.






